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23 | 06 | 2026
—clinical

Nuovi dati dello studio LightWave I evidenziano i benefici a 12 mesi della PBM con eye-light® nella gestione della DMLE

Espansione Group è lieta di annunciare una nuova pubblicazione su British Journal of Ophthalmology (2026) relativa ai nuovi risultati dallo studio multicentrico LightWave I, dedicato alla Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE). La pubblicazione peer-reviewed, dimostra come la Fotobiomodulazione (PBM) mediante tecnologia LM™ LLLT, erogata attraverso il dispositivo eye-light®, abbia determinato miglioramenti significativi e duraturi nei pazienti affetti da DMLE in fase iniziale e intermedia, mantenuti per un periodo di 12 mesi.

Principali risultati dello studio LightWave I (135 occhi, 73 pazienti, 12 mesi di follow up)
  • Risultati anatomici

    • Il volume medio delle drusen (MDV) è diminuito nel gruppo trattato con PBM (-0,03 ± 0,05 mm³, p < 0,0001), mentre è aumentato nel gruppo sham (+0,02 ± 0,04 mm³, p < 0,0001).

    • Un modello multilivello a effetti misti ha evidenziato una significativa interazione tra trattamento PBM e tempo sul MDV a M6 e M12, oltre a un’associazione significativamente positiva con il sesso femminile e la categoria AREDS, e un’associazione negativa con l’età.

  • Risultati funzionali

    • L’acuità visiva (BCVA) è migliorata di +1,31 ± 5,6 lettere nel gruppo PBM, rispetto a un peggioramento di –2,7 ± 5,7 lettere nel gruppo sham (p < 0,0001).

  • Risultati di sicurezza

    • Il trattamento PBM è risultato ben tollerato, senza evidenza di fototossicità né di conversione a forma neovascolare (nAMD) correlata al trattamento.

 

La combinazione di benefici anatomici e funzionali statisticamente significativi, insieme a un profilo di sicurezza favorevole, posiziona la PBM come una promettente opzione terapeutica per la DMLE iniziale e intermedia, per la quale attualmente non esistono trattamenti approvati.” 

— Dr. Claudio Iovino, Investigatore dello studio LightWave I

I risultati si basano su dati precedentemente pubblicati relativi a sicurezza e tollerabilità e forniscono la prima evidenza a lungo termine che la PBM possa rappresentare un nuovo approccio promettente nella gestione della DMLE secca.

Accedi alla pubblicazione

 

DMLE

La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è una delle principali cause di perdita irreversibile della vista negli adulti anziani. A livello globale, il numero di persone affette è destinato a crescere da 196 milioni nel 2020 a 288 milioni nel 2040.[1] Solo negli Stati Uniti, circa 20 milioni di persone vivevano con DMLE nel 2019, di cui circa 1,5 milioni con forma avanzata.

Sebbene le fasi iniziali e intermedie siano spesso asintomatiche, la forma avanzata può causare grave compromissione visiva, limitando funzioni fondamentali come la lettura e il riconoscimento dei volti.[2,3]

La DMLE intermedia rappresenta una fase chiave della progressione della malattia, caratterizzata dalla presenza di drusen di grandi dimensioni e/o alterazioni pigmentarie. Essa precede le modifiche irreversibili della fase avanzata, come l’atrofia geografica, ed è quindi un importante target per lo sviluppo di nuove terapie. Tuttavia, i progressi in quest’area restano limitati anche a causa della mancanza di endpoint clinici ampiamente validati e condivisi.[5,6] 

 

Fotobiomodulazione (PBM) con LM™ LLLT nella DMLE

La fotobiomodulazione (PBM) è un approccio terapeutico non invasivo emergente per la DMLE, che agisce su uno dei principali meccanismi coinvolti nella progressione della malattia: la disfunzione mitocondriale.[7-15] Nella DMLE, le cellule dell’epitelio pigmentato retinico (EPR) presentano ridotta attività mitocondriale, aumento dello stress ossidativo e diminuzione della produzione energetica cellulare, fattori che contribuiscono alla degenerazione retinica e alla perdita visiva. [9-14] La PBM utilizza specifiche lunghezze d’onda della luce visibile per stimolare la citocromo c ossidasi nei mitocondri, aumentando la produzione di ATP, migliorando il metabolismo cellulare e riducendo le specie reattive dell’ossigeno (ROS). [15] Oltre agli effetti mitocondriali, la PBM ha dimostrato proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, favorendo la sopravvivenza delle cellule retiniche in condizioni di stress ossidativo.[16-17]

Studi preclinici su modelli di degenerazione retinica hanno mostrato che la PBM può preservare la struttura dei fotorecettori, ridurre l’infiammazione e migliorare la funzione visiva, sostenendo lo sviluppo clinico della tecnologia nei pazienti con DMLE iniziale e intermedia.[18-19]

Lo studio LightWave I è il primo trial clinico multicentrico controllato progettato per valutare sicurezza ed efficacia della fotobiomodulazione LM™ LLLT (PBM) erogata tramite il dispositivo eye-light® nei pazienti con DMLE secca. I risultati iniziali di sicurezza, tollerabilità ed efficacia a breve termine [20], hanno confermato l’assenza di eventi avversi correlati al trattamento e un miglioramento funzionale precoce. Ulteriori evidenze indipendenti hanno mostrato un miglioramento della perfusione della coriocapillare e un rimodellamento degli strati retinici esterni dopo trattamento a breve termine.[21]

I nuovi risultati a 12 mesi dello studio LightWave I rafforzano questo corpo di evidenze, confermando il potenziale della PBM come terapia non invasiva e sicura in grado di migliorare parametri anatomici e funzionali nei pazienti con DMLE secca.

Riferimenti

  1. Wong WL, Su X, Li X, Cheung CMG, Klein R, Cheng C-Y, et al. Global prevalence of age-related macular degeneration and disease burden projection for 2020 and 2040: a systematic review and meta-analysis. Lancet Glob Health. 2014;2:e106–16
  2. Jonas JB, Cheung CMG, Panda-Jonas S. Updates on the epidemiology of age-related macular degeneration. Asia Pac J Ophthalmol (Phila).2017;6 (6):493-497. doi:10.22608/APO.2017251
  3. Rein DB, Wittenborn JS, Burke-Conte Z, et al. Prevalence of age-related macular degeneration in the US in 2019. JAMA Ophthalmol. 2022;140(12): 1202-1208. doi:10.1001/jamaophthalmol.2022.4401
  4. Ferris FL, Wilkinson CP, Bird A, Chakravarthy U, Chew E, Csaky K, et al. Clinical classification of age-related macular degeneration. Ophthalmology. 2013;120:844–51
  5. Wu Z, Ayton LN, Luu CD, Guymer RH. Longitudinal changes in microperimetry and low luminance visual acuity in age-related macular degeneration. JAMA Ophthalmol. 2015;133:442–8
  6. Sassmannshausen M, Pfau M, Thiele S, Fimmers R, Steinberg JS, Fleckenstein M, et al. Longitudinal analysis of structural and functional changes in presence of reticular pseudodrusen associated with age-related macular degeneration. Investig Ophthalmol Vis Sci. 2020;61:19
  7. Borrelli E, Bandello F, Boon CJF, Carelli V, Lenaers G, Reibaldi M, Sadda SR, Sadun AA, Sarraf D, Yu-Wai-Man P, Barboni P. Mitochondrial retinopathies and optic neuropathies: The impact of retinal imaging on modern understanding of pathogenesis, diagnosis, and management. Prog Retin Eye Res. 2024 Jul;101:101264
  8. Kaarniranta K, Uusitalo H, Blasiak J, Felszeghy S, Kannan R, Kauppinen A, Salminen A, Sinha D, Ferrington D. Mechanisms of mitochondrial dysfunction and their impact on age-related macular degeneration. Prog Retin Eye Res. 2020 Nov;79:100858
  9. Sadun AA, Carelli V. The role of mitochondria in health, ageing, and diseases affecting vision. Br J Ophthalmol. 2006 Jul;90(7):809-10
  10. Terluk MR, Kapphahn RJ, Soukup LM, Gong H, Gallardo C, Montezuma SR, Ferrington DA. Investigating mitochondria as a target for treating age-related macular degeneration. J Neurosci. 2015 May 6;35(18):7304-11
  11. Canter JA, Olson LM, Spencer K, Schnetz-Boutaud N, Anderson B, Hauser MA, Schmidt S, Postel EA, Agarwal A, Pericak-Vance MA, Sternberg P Jr, Haines JL. Mitochondrial DNA polymorphism A4917G is independently associated with age-related macular degeneration. PLoS One. 2008 May 7;3(5):e2091
  12. SanGiovanni JP, Arking DE, Iyengar SK, Elashoff M, Clemons TE, Reed GF, Henning AK, Sivakumaran TA, Xu X, DeWan A, Agrón E, Rochtchina E, Sue CM, Wang JJ, Mitchell P, Hoh J, Francis PJ, Klein ML, Chew EY, Chakravarti A. Mitochondrial DNA variants of respiratory complex I that uniquely characterize haplogroup T2 are associated with increased risk of age-related macular degeneration. PLoS One. 2009;4(5):e5508
  13. Udar N, Atilano SR, Memarzadeh M, Boyer DS, Chwa M, Lu S, Maguen B, Langberg J, Coskun P, Wallace DC, Nesburn AB, Khatibi N, Hertzog D, Le K, Hwang D, Kenney MC. Mitochondrial DNA haplogroups associated with age-related macular degeneration. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009 Jun;50(6):2966-74
  14. Tan NRX, Chan KE, Lim BXH, et al. Photobiomodulation: evidence and applications in ophthalmology. Curr Opin Ophthalmol. 2025 Sep 1;36(5):345-381
  15. de Freitas LF, Hamblin MR. Proposed mechanisms of photobiomodulation or low-level light therapy. IEEE J Sel Top Quantum Electron. 2016;22:348–64
  16. Dompe C, Moncrieff L, Matys J, et al. Photobiomodulation—underlying mechanism and clinical applications. J Clin Med. 2020;9:1–17
  17. Marco, F.D.; Romeo, S.; Nandasena, C.; Purushothuman, S.; et al. The time course of action of two neuroprotectants, dietary saffron and photobiomodulation, assessed in the rat retina. Am. J. Neurodegener. Dis. 2013, 2, 208–220
  18. Begum, R.; Powner, M.B.; Hudson, N.; Hogg, C.; Jeffery, G. Treatment with 670 nm light up regulates cytochrome C oxidase expression and reduces inflammation in an age-related macular degeneration model. PLoS ONE 2013, 8, e57828
  19. Chen, T.-W.; Wen, Y.-T.; Liu, P.-K.; Hossen, M.; Tsai, R.-K. Roles of 670 nm Photobiomodulation on Rat Anterior Ischemic Optic Neuropathy: Enhancing RGC Survival, Mitochondrial Function, and Anti-Inflammatory Response. Antioxidants 2025
  20. Borrelli E. et al. Safety, tolerability, and short-term efficacy of low-level light therapy for dry age-related macular degeneration. Ophthalmology and Therapy, 2024, 13.11: 2855-2868
  21. Viggiano P. et al. Photobiomodulation-induced choriocapillaris perfusion enhancement and outer retinal remodelling in intermediate age-related macular degeneration: a promising therapeutic approach with short-term results. Eye, 2025, 1-7

 

Note: Il dispositivo eye-light® è marcato CE come dispositivo medico di classe IIA. La disponibilità e lo status regolatorio possono variare a seconda del Paese.

 

Su Espansione Group

Espansione Group è una realtà consolidata nel settore delle tecnologie mediche, focalizzata sullo sviluppo di tecnologie di trattamento non invasive per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

Ogni giorno, l'azienda investe nella ricerca e nello sviluppo per raggiungere la sua ambizione: stabilire nuovi paradigmi in diverse discipline mediche, oftalmologia, dermatologia e non solo, spinta dal desiderio di fornire ai suoi partner e ai loro pazienti le migliori tecnologie mediche certificate, prima fra tutte Light Modulation™ Low-level Light Therapy (LM™ LLLT).

Presente in oltre 50 Paesi, Espansione Group punta a continuare la sua forte crescita negli anni a venire, concentrando incessantemente i suoi sforzi sulla ricerca, lo sviluppo e l'eccellenza del cliente. 

Dal 2025, Espansione Group fa parte di EssilorLuxottica.

 

 

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Pubblicato il 23 Giugno 2026 in Newsroom

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